
La storia della floriterapia inizia migliaia di anni fa quando l’Uomo viveva in profondo contatto con la Natura e la sua conoscenza delle proprietà delle erbe, delle piante e degli altri elementi naturali erano di tipo intuitivo.
Le essenze, le diluizioni, l’aromaterapia non sono prodotti del nostro tempo, ma sono antichi retaggi di scienze che utilizzavano gli elementi naturali come strumenti di guarigione. I medici, i sacerdoti, i rabbini, i guru di ogni tempo conoscevano intuitivamente le proprietà e le qualità del mondo naturale intorno a loro e sapevano come utilizzarle per riportare l’individuo in equilibrio e salute.
Antiche testimonianze dimostrano che oltre tremila anni fa gli Egizi raccoglievano la rugiada dai fiori per trattare gli squilibri emozionali.
Anche gli aborigeni australiani usavano i fiori per guarire le emozioni, mangiavano o si sedevano vicino ad un albero fiorito per acquisire la vibrazione della pianta.
Di fatto i fiori sono stati utilizzati a scopo terapeutico nei paesi e nelle culture di quasi tutto il mondo. L’uso delle essenze floreali, infatti, ha conosciuto una lunga tradizione fino a divenire molto popolare a partire dall’epoca medievale in Europa. Le prime testimonianze in Europa risalgono a Santa Ildegarda Von Bingen, vissuta nel dodicesimo secolo, ella dimostrò grandi conoscenze nella dottrina delle “segnature” riuscendo a comprendere le proprietà terapeutiche di una pianta dall’aspetto, il colore, la consistenza e lo sviluppo. Si ritiene che anche Paracelso, famoso alchimista e medico svizzero del XVI secolo, utilizzasse i fiori per trattare i problemi emozionali e fisici raccogliendone la rugiada del primo mattino.
Fu il medico inglese Edward Bach (1886 – 1936) il pioniere delle Essenze Floreali, a ripristinare l’uso di questi rimedi. Il concetto attuale di Essenza floreale si deve a lui, che tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900, definì la tecnica di preparazione di un’Essenza Floreale, ad oggi utilizzata per la preparazione di tutte le Essenze Floreali prodotte a livello internazionale e denominata “solarizzazione” che basa la sua attività sul principio della memoria dell’acqua.